lunedì 25 ottobre 2010

La casa di riposo delle chitarre



Santana
Guitar heaven
Arista Records, 2010



Chi sono io per permettermi di fare lo stronzo con la più grande rockstar messicana di tutti i tempi? Tra l'altro mi sta enormemente simpatico il personaggio Carlos Santana: la sua spiritualità, la sua serenità, il suo essere in pace con l'universo (oh cribbio non ho citato la sua musica).


Perciò anche se ha voluto tornare ragazzino e togliersi lo sfizio di fare un disco con sonorità hard-rock ed è venuto fuori un prodotto scontato e bruttino, già a partire dalla copertina, autocelebrativa e da cestone delle offerte in autogrill, perlopiù riempito di brani-totemici (Whole lotta love; Smoke on the water; Sunshine of your love; Little wing) reinterpretati paro paro,fatta eccezione per la costante presenza di un tappeto di (fastidiossimi) bonghi e percussioni tribali varie, nel quale si salva solo una versione hip hop (featuring Nas) di Back in black degli AC/DC, non gliela posso mica far pesare più di tanto.

Però. Va bene il rispetto, ma pretendere anche che una clamorosa paraculata come Guitar Heaven possa anche piacere, è tutto un altro discorso...


1 commento:

Anonimo ha detto...

Carlos Santana povero lui è noiosissimo...